Comunicazione aziendale: la base di ogni strategia
Strategia & Business
Condividilo!

Comunicazione aziendale: la base di ogni strategia

Se ti sembra che i tuoi collaboratori non sono abbastanza produttivi, ecco le basi della comunicazione aziendale di un’organizzazione che produce profitti.

Scopri come tenere la tua squadra sempre concentrata sugli obiettivi!

comunicazione aziendaleUn’azienda che produce profitti ha bisogno di una squadra che sia coordinata e concentrata tutta verso lo stesso obiettivo.

Ovvio, no? Lo credo anch’io, ma raramente accade. Per questo ne parlo oggi in questo articolo.

Dicevamo, nonostante tutti siano d’accordo sull’affermazione che un’azienda ha senso se produce profitti e che è molto più facile fare profitti se tutti i collaboratori lavorano per i tuoi stessi obiettivi, alla fine dei conti invece ci si accorge che la maggior parte delle organizzazioni sono delle “armate brancaleone”.

Mi accorgo spesso durante il mio lavoro che c’è un totale scollamento tra le decisioni aziendali e il lavoro portato avanti dal resto dei dipendenti.

È vero che vediamo situazioni dove le decisioni aziendali sono prese da totali incompetenti che fanno cose del tutto incomprensibili.

Ma è altrettanto vero che la diffusione dell’informazione all’interno dell’impresa è spesso totalmente trascurata.

Anche nelle imprese con forte attenzione al mercato, una cattiva gestione dell’informazione può diventare un grosso problema nel portare avanti una strategia aziendale.

Potrei fare moltissimi esempi di situazioni in cui una comunicazione sbagliata procura effetti dolorosi. Oggi te ne racconto una.

Riguarda un’importante impresa italiana, multinazionale molto grande con un’organizzazione molto ampia, un fatturato da capogiro. Utili molto scarsi, anzi, molti passivi.

Mi sono trovato per un periodo a lavorare in quest’azienda. Dopo un importante cambiamento interno, uno dei tanti (che da quello che ho visto è uno sport abbastanza praticato, forse per passare il tempo), rimaneva solo un effetto incomprensibile sull’organigramma.

Ci trovavamo nel caso dove non era chiaro chi faceva cosa. Avevamo persone incompetenti che improvvisamente avevano ruoli di responsabilità. Per capirci, immagina un’organizzazione dove improvvisamente la guida dei vari settori era organizzata in un modo simile:

  • nella divisione ingegneria, mettiamo a capo un farmacista
  • nella divisione informatica mettiamo a capo un avvocato
  • nel settore vendite mettiamo a capo un commercialista
  • ecc.

Per carità, magari saranno anche state tutte brave persone, ma erano completamente inadeguate a portare avanti il lavoro per cui erano state incaricate.

Puoi immaginare lo sconcerto all’interno dell’organizzazione, per non parlare della demotivazione.

L’amministratore Delegato, dato il caos organizzativo interno che aveva creato, decide di affidarsi a una società di consulenza di direzione per gestire il cambiamento e diffondere il nuovo messaggio aziendale e la nuova strategia.

Sembra quasi una buona decisione. Peccato che il messaggio aziendale (o la strategia), ammesso che ci fosse perché non lo ricordo più, non era assolutamente chiara.

Insomma la società di consulenza di direzione (ovviamente rinomata, non una qualsiasi) si mette a fare delle cose.

Organizza prima un sistema di e-learning obbligatorio per diffondere velocemente le informazioni principali, poi pianifica una serie d’incontri per tutti i dipendenti dell’azienda (con giochi di ruolo, test e altre amenità) in cui almeno uno dei nuovi direttoori avrebbe avuto il compito di raccontare, spiegare e chiarire, la nuova strategia aziendale.

L’effetto che ne risultò lo vorrei definire esilarante ma, in un contesto aziendale dove le cose dovrebbero essere serie, purtroppo fu drammatico.

Nessuno aveva chiaro quale fosse la nuova strategia dell’azienda. A partire dai nuovi manager dell’azienda.

Il risultato finale, dopo un buon periodo di stallo in cui l’impresa ha continuato ad andare male e perdere soldi (si parlava di passivi di decine e centinaia di milioni) siccome non era chiaro a nessuno cosa fare, si è tornati tutti a fare quello che si faceva precedentemente.

Ci siamo messi d’accordo tra tutti i dipendenti (manager in primis) in una sorta di patto non scritto a continuare a lavorare come si lavorava prima. Del resto nessuno sapeva comportarsi diversamente.

E i manager incompetenti?

Non facevano nulla o facevano danni. I più intelligenti lasciavano fare a chi sapeva fare, gli altri esercitavano il proprio ego e facevano danni.

E tu come te la sei cavata?

Nel mio caso fu semplice, lavorando sempre nelle vendite per me bastava vendere qualcosa che “il mio” era fatto. Avendo già una buona visione strategica, anche nel mio ristretto settore, sapevo come portare avanti il mio lavoro e raggiungere i miei obiettivi. Ma agli altri, cosa fare e perché, ancora oggi gli è oscuro. Infatti tutta l’azienda continua ad essere grandemente in crisi.

Allora perchè ci hai raccontato questa storia?

Di quell’esperienza ancora non riesco a capire se il problema era la strategia che non esisteva oppure un grave problema di comunicazione tra l’AD, il Consiglio di Amministrazione e il resto del management. Rimane come uno dei tanti esempi drammatici di pessima direzione aziendale.

Ma torniamo al tema di oggi:

La comunicazione aziendale è importante, soprattutto se questa è carente!

A parte la battuta, che significa?

Pensa alla tua azienda. Pensa ai tuoi collaboratori, dopo una riunione direzionale in cui hai confrontato i risultati aziendali con la tua strategia, quindi hai discusso dei vari problemi e preso le relative decisioni. Al termine della riunione quanti dei tuoi manager (direttori, dirigenti e affini) tornano ciascuno dai propri collaboratori e l’informano dei risultati?

Mi spiego meglio. Sto parlando di un manager che va ad informare ufficialmente tutti i propri collaboratori dei risultati aziendali. Sia generali che del proprio settore. Per fornire un riscontro diretto sul lavoro fino ad allora portato avanti, discuterne i risultati ed eventualmente andare a modificare cosa si è deciso nella riunione di direzione.

Ti piace come piano per la tua comunicazione aziendale?

Bene.

Sai invece cosa succede la maggior parte delle volte?

Terminata la riunione, ciascun dirigente torna ai propri impegni come se nulla fosse, si chiude ciascuno nella propria stanza e… basta.

Non succede nient’altro.

E il resto dei dipendenti che fa?

All’inizio subisce questo comportamento con apprensione, con insicurezza, poi si abitua e va avanti a vivere la realtà aziendale con distacco. Del resto come fargliene una colpa, se non ha idea di ciò che accade intorno a lui. La demotivazione è naturale.

Ma perché accade?

La natura di questo comportamento da parte del tuo management è in genere di due tipi.

  1. Il manager può essere della vecchia scuola “informazione è potere”. Queste persone tengono per loro le informazioni pensando così di diventare importanti ed indispensabili all’interno dell’organizzazione. Se hai qualche collega che la pensa ancora in questo modo per favore vagli a spiegare che la sua “indispensabilità” ha senso solo se l’azienda produce profitti. Al contrario il suo lavoro diventa superfluo perché non c’è più un’impresa in cui lavorare.
  2. Il manager può essere un “orso”. Per orso intendo una persona che voglia stare nella sua tana e che abbia problemi relazionali. Magari è un gran lavoratore ma assolutamente incapace di parlare efficacemente con i suoi collaboratori.

Ci sarebbbe poi un terzo caso, quello relativo ai manager incapaci. Ma non ne voglio parlare. La radice di quei problemi è altro.

Dicevamo, purtroppo in entrambi i casi citati la tua impresa non produrrà i giusti margini. Intendo che la quantità di lavoro che produrrete non si tradurrà in modo proporzionale in profitti ma, spesso, addirittura in passivi.

Come si cura questo tipo di patologia?

Probabilmente lo hai già capito.

Come sempre, il modo più semplice è anche il modo più efficace.

Non serve avere consulenti di direzione per trasferire l’informazione, gestire il cambiamento o altro.

Basta avere le idee chiare sulla strategia aziendale da perseguire.

Devi responsabilizzare i tuoi manager (direttori, dirigenti, quello che sono) nelle azioni da fare per portare avanti la strategia. Definire insieme a loro quali sono i risultati chiave (KPI) con cui possono verificare anche parzialmente se stanno lavorando nella giusta direzione.

A questo punto è facile organizzare una comunicazione interna funzionale a costruire una squadra che lavora per raggiungere profitti.

Ecco come fare.

Dopo una riunione direzionale, quando sei sicuro che i tuoi collaboratori hanno capito (non si sa mai),  constringili a riportare le stesse informazioni discusse in riunione ciascuno ai propri collaboratori. Così da avere tutta l’impresa e tutti i dipendenti allineati ciascuno sui propri KPI.

Se stai pensando che i tuoi manager saranno ostici da convincere. Non preoccuparti, li puoi obbligare. E’ il loro lavoro. Punto.

Se stai pensando che forse sarebbe meglio cambiarli, non è una brutta idea, ma ci vuole troppo tempo.

A parte gli scherzi, obbligarli è più semplice. Nel giusto modo s’intende.

Ecco come: gli fai anticipare nella tua riunione quali saranno i contenuti che discuteranno con i propri collaboratori e solo alla fine, quando sei sicuro che hanno capito, terminerai la riunione.

Le prime volte li dovrai accompagnare in queste riunioni “divulgative” per fargli percepire l’importanza di ciò che stanno facendo, ma sarai solo spettatore, lascerai la parola a loro.

Ti riepilogo per semplicità i passi da fare:

  1. Riunione direzionale dove si verificano i risultati parziali dell’azienda rispetto alla strategia aziendale (do per scontato che hai una strategia aziendale, altrimenti hai un altro problema…)
  2. Al termine della riunione a tutti i partecipanti chiedi di ripeterti in breve come riporteranno i risultati ciascuno ai propri collaboratori, quali saranno i parametri con cui verificheranno che il loro settore sta lavorando per perseguire la strategia aziendale.
  3. Parteciperai alle prime riunioni divulgative per favorire la nuova abitudine
  4. Parteciperai alle successive riunioni divulgative ogni tanto per verificare che ci sia una comunicazione corretta.

Vedrai dopo un po’ di tempo che sarà una nuova abitudine per tutti e che ti ripagherà in termini di risultati almeno 10 volte di più.

Tutti i dipendenti saranno allineati alla tua strategia e terrai naturalmente alta la motivazione e concentrazione senza ulteriori sforzi.

Potrai quindi finalmente concentrarti sulla strategia aziendale e verificare passo-passo se le azioni in corso portano al risultato più profittevole possibile.

 

Ad maiora!

PS: Se ti è piaciuto condividilo con chi ha responsabilità aziendale e se sei ancora interessato a leggere di strategia aziendale chiedi di ricevere gli articoli del blog.

Leave a Comment: