Che tipo di imprenditore sei? Scopri quali sono i livelli imprenditoriali e come passare da uno all’altro

Che tipo di imprenditore sei? Scopri quali sono i livelli imprenditoriali e come passare da uno all’altro

In questo post si discute dei livelli imprenditoriali, di come questi possono essere distinti in tre diversi stili, dei  risultati di ciascuno e di come passare da un livello all’altro.

Sei pronto a scoprire in che livello imprenditoriale sei?

Iniziamo.

L’idea dell’articolo nasce da una ricerca di Daniel Priestley (considerato uno dei più grandi relatori professionali su business e impresa) in cui ha intervistato circa 6.000 imprenditori, nell’arco di tempo tra il 2010 ed il 2018.

Rielaborando le informazioni raccolte, risulta che lo stato imprenditoriale di ciascuna persona può ricadere in uno dei tre seguenti livelli:

1. Il livello della Fatica

E’ rappresentato dagli imprenditori arrivati al punto in cui sono assuefatti alla fatica.

Spesso cercano di fare tutto da soli, ma si trovano ad essere intasati, sovraccarichi, stressati invece che efficaci. Sognano che arrivi una grande soluzione, non riescono a capire come possono essere loro stessi a crearla.

Sono caratterizzati da una scarsa visione d’insieme che gli impedisce di individuare i processi di evoluzione. In passato possono aver anche avuto successo, ma si rifiutano di cambiare il loro modo di fare impresa e continuano a ripetere ciò che non funziona più.

2. Il livello del Lifestyle

Sono gli imprenditori che lavorano in media 4 giorni a settimana.

Hanno un team a supporto che va dalle 2 alle 10 persone. Hanno un business che fa profitti e sono appassionati di quello che fanno.

Alcune di queste persone possono lavorare da qualunque parte del mondo. Si son dati la possibilità di guadagnare, divertirsi, viaggiare e al contempo dare grande valore ai clienti.

3. Il livello delle alte Prestazioni

E’ l’ultimo livello imprenditoriale, rappresentato dalle persone che vivono e respirano alte prestazioni.

Questi imprenditori possono anche lavorare 50 ore e più a settimana perché sono motivati e soddisfatti dai risultati che creano.

Hanno un team efficace dalle 10 alle 50 e oltre persone. Il loro business ha una grande “mission” e “vision”. Guadagnano ovviamente molto bene.

Relazioni tra i tre livelli imprenditoriali

L’autore della ricerca ha inoltre registrato che la grande maggioranza dei business sono nel livello della Fatica, non hanno mai raggiunto il passaggio al Lifestyle, anche se gli imprenditori sognano comunque di raggiungere lo stato delle Performance.

Ha anche verificato che chi è nella fase delle Performance è stato precedentemente nella fase Lifestyle e prima ancora in quello della Fatica.

Il passaggio da uno stato all’altro può essere quindi visto come una sorta di processo di evoluzione.

Come passare allora da un livello all’altro?

Il passaggio da un livello imprenditoriale all’altro

Per passare da un livello al successivo è evidente che devi lavorare sul successo della tua azienda per farla passare dall’attuale livello di utili al successivo (incluso processi produttivi ed organizzativi, investimenti, mercati, ecc.).

Quindi viene spontanea una domanda.

Se stai già facendo del tuo meglio, dove trovi le risorse per cambiare lo stato in cui ti trovi?

Esatto.

E’ impossibile!

Quindi cosa puoi fare per evolvere al livello successivo?

Per prima cosa, nel business come nella vita è evidente che:

Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi

(Albert Einstein)

Al contrario della vita, nel business però siamo più fortunati!

Gli obiettivi sono facilmente visibili e i processi processi evidenti, al contrario della vita in cui dobbiamo fare i conti con le emozioni e non solo con il nostro pensiero.

Argomento interessante questo vero, ma ora concentriamoci sull’azienda.

Per evolvere nei tre livelli imprenditoriali devi per forza avere un piano di crescita (di fatturato e margini) concreto e coerente con le caratteristiche della tua azienda (altrimenti se sbagli investimento puoi andare in crisi).

No, te lo anticipo subito, non è sufficiente avere la “vision“...

L’unico modo per avere risultati è lavorare sui temi concreti della tua azienda: clienti, fatturato, margini, organizzazione, prodotti/servizi, modello di business, flussi finanziari, ecc.

Per delineare una strada per la crescita aziendale, facciamo un esempio.

Usiamo un processo di “reverse engineering” sulla tua azienda.

Cioè descriviamo le azioni da fare a partire dagli obiettivi che vuoi ragiungere (e non il contrario, che risulterebbe solo un processo teorico slegato dai risultati, tipico della consulenza tradizionale…).

Iniziamo dalla fine, dal desiderio di produrre profitti e vediamo come si arriva alla strategia ed alle decisioni da prendere (di fianco alle brevi descrizioni, troverai tra parentesi gli esempi degli argomenti su cui riflettere o lavorare).

  1. Partiamo dal reddito, un business funziona se produce reddito, altrimenti non è un business (giusto?)
  2. Per produrre profitti devi obbligatoriamente fare in modo di produrre fatturato e margini (ovvio!)
  3. Fatturato e margini sono legati alla soddisfazione dei clienti (es: grande richiesta dei tuoi prodotti/servizi, prodotti e servizi che rispettano le aspettative, fidelizzazione dei clienti, pagamenti puntuali, scarsa concorrenza, ecc.)
  4. Per vendere quanto e come desideri devi avere un prodotto che i clienti desiderano e per cui sono disposti a spendere (es: analisi dei bisogni dei clienti, specifiche di prodotti e servizi che rispondono ai bisogni del mercato, differenziazione dalla concorrenza, ecc.)
  5. Il fatturato è legato al numero di clienti ed al valore medio (prezzo pagato) di ciascuno (es: settore di mercato, acquisizione clienti, marketing a risposta diretta, profilazione clienti, offerte segmentate, ecc.)
  6. Il margine è invece legato a come ti percepiscono i clienti (es: brand, differenziazione, concorrenza, credibilità, posizionamento, ecc.)
  7. Per avere un prodotto desiderato dai clienti, questo deve essere progettato in relazione ai reali bisogni ed alla concorrenza esistente, che significa investire nella sua analisi, nella progettazione, nei test (es: business plan, ROI, ROE, ecc.)
  8. Per avere un azienda che rende felici sia i clienti che l’imprenditore deve esserci un sistema che permette di produrre profitti al giusto sforzo (es: flussi finanziari positivi, modello di business ricorrente, organizzazione, pianificazione, ecc.)

Che ne pensi?

È evidente che è un processo semplificato, su cui bisogna lavorare per renderlo pratico ed applicabile.

Ma ti ha stimolato pensieri su come far evolvere la tua impresa?

Ottimo.

Adesso rifletti un secondo sulla differenza tra progettare la crescita del tuo business sulla base dell’istinto oppure seguendo un metodo scientifico che tiene conto delle esigenze dei clienti e dei pericoli della concorrenza (il metodo Strategia e Business)

Per fare crescere un business non basta saper fare del proprio meglio, bisogna prima sapere cosa fare, poi fare del proprio meglio

Ad maiora!

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Vittorio Pupillo

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