Come fare impresa in 7 passi. Limitare i rischi e DISTRUGGERE I SOGNI dei nuovi imprenditori
Strategia e Business
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Come fare impresa in 7 passi. Limitare i rischi e DISTRUGGERE I SOGNI dei nuovi imprenditori

Come fare impresa

In questo articolo parliamo di come fare impresa, di nuovi business, di nuove aziende e di startup.

Cioè dei posti dove sono concentrati i sogni professionali, quelli più grandi ed importanti.

Hai mai sognato di lanciare il tuo nuovo business?

Realizzare una tua nuova impresa?

Costruirla con il tuo sudore…

Creare un business in grado di aiutare tantissime persone?

Finalmente andare a dormire soddisfatti e realizzati per aver fatto il proprio meglio ed aver arricchito la vita dei tuoi clienti e dei tuoi collaboratori (in modo diverso).

Essere contenti anche per aver ingrossato il proprio conto corrente e… finalmente toglierti quelle soddisfazioni che desideri.

Nessuna soddisfazione che riguardi il tuo vecchio lavoro da dipendente, quello è un argomento ormai superato, non hai più voglia di rivalsa verso quei colleghi o quei capi ingrati.

No.

Vuoi toglierti quelle soddisfazioni che ti meriti, che ti sei guadagnato con il lavoro e l’impegno di aver costruito la tua azienda, aver portato prosperità ai tuoi collaboratori e felicità ai tuoi clienti.

Nessuno potrà più impedirti di realizzare la vita come tu la vuoi…

Ecco.

In questo articolo parliamo di come raggiungere questo stato che desideri.

Ma non parlando di quanto te lo meriti, di quanto sia giusto che tu lo faccia o di quanto sarà facile (se applichi alla lettera la giusta “ricetta di marketing”). Di articoli con questo tono ne sono pieni i giornali ed il web, e parlano di cose che non funzionano.

No.

Nel seguito di questo post leggerai la verità.

Quella che fa male.

Quella che devi conoscere, che non puoi ignorare, se vuoi avere qualche possibilità di successo.

Cioè leggerai quanto è difficile realizzare i sogni da imprenditore, quali sono i pericoli, gli inganni e… quali sono i passi indispensabili che devi fare se vuoi progettare un’azienda che abbia qualche possibilità di funzionare sul mercato (non un’utopia che ti bruci gli ultimi soldi del conto corrente).

Voglio darti la possibilità di salvarti dal gatto e la volpe, dalle sirene, dalle arpie, dalle leggende di poter diventare manager ed imprenditore in modo facile, veloce e senza rischi, grazie alle tecniche ultra-super-ninja dei guru (ci arriviamo, stai calmo).

Quindi sarò brutale.

Preparati.

La più grossa bolla di sogni è nel mondo delle startup.

Le startup si differenziano, dalle nuove imprese in genere, per due ragioni.

  • Hanno ricevuto un primo finanziamento (in qualche modo) di qualche decina di migliaia di euro
  • Lavorano in qualche incubatore, coworking o affini, e vivono nel sogno di diventare i futuri Facebook, Whatsapp, Just Eat o Google.

Ti faccio raccontare i fatti da Wikipedia, così non dici che sono senza cuore.

Dall’analisi dei dati relativi alle startup italiane, è emerso che:

  • in media il numero di dipendenti è inferiore a due;
  • la metà di queste aziende riesce a malapena a coprire i costi;
  • l’altra metà incassa meno di 400€ al giorno, all’incirca come un piccolo alimentari, o una tavola calda in una zona vicina al centro.

Alessandro Palmisano ha affermato anche che il guadagno di chi vende servizi alle startup supera il guadagno delle startup stesse.

Da uno studio di Confimprenditori emerge quanto segue:

«Il valore della produzione media, calcolato sulle 2.860 startup innovative delle quali si hanno a disposizione i bilanci per l’esercizio 2014, è pari a circa 114mila euro, ma la metà delle startup innovative ha prodotto nel 2014 non più di 21.303 euro. L’attivo è pari in media a circa 214mila euro a impresa, ma per la metà delle startup innovative non supera 62mila euro. Numeri che risultano poco soddisfacenti per un settore che gode di quel livello di incentivi pubblici e una normativa ad hoc.» (Startup: tanto rumore per nulla?)

Da uno studio del 2016, ripreso da diverse testate nazionali e poi dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, emerge che al 31 Dicembre 2015, delle startup iscritte al Registro delle Imprese Innovative funzionano solo due siti web su tre, e di questi oltre il 30% non è responsive.

In un recente libro, “Disrupted, my misadventure in the start-up bubble”, il giornalista Dan Lyons ha scritto come nelle startup i dipendenti vengano trattati come se fossero in gita scolastica. Le persone che lavorano in quella startup non hanno esperienze pregresse e possono essere licenziati senza motivo in qualunque momento. Il prodotto commercializzato è mediocre e l’azienda punta più sull’apparenza e la pubblicità, che sulla qualità del servizio offerto.

Si parla molto spesso, quindi, di business fasulli che stanno sul mercato come meteore.

Infatti, la mortalità delle startup nei primi anni di vita è di 9 su 10. Se poi allunghiamo al medio periodo cresciamo fino ad oltre il 95%.

Di tutte quelle che rimangono, per un’azienda che diventa il nuovo Uber (l’azienda di trasporti odiata dai taxisti), ci sono un numero incalcolabile di aziende che sopravvivono appena (nella migliore delle ipotesi). (Dati raccolti da Fortune.)

Per dirla tutta allora, il vero business delle startup non è per i nuovi imprenditori, ma per tutto il sistema che vi ruota attorno (incubatori, mentor, angels, ecc.) che fanno di tutto per supportare, e nello stesso tempo spolpare, le nuove imprese.

Il sogno di diventare imprenditori non viene solamente dalle varie campagne stampa, dai film o dalle TV, a favore del “fenomeno startup” che esalta il successo di Zuckerberg o Kalanick, cresciuti partendo dal nulla.

C’è un’altra grossa corrente di persone che vengono sedotte e lanciate sul mercato (senza rete) da alcuni “guru” del settore della formazione personale.

Infatti, esiste una corrente di formatori che ha la missione di volerti insegnare a fare i soldi, a fare impresa, a fare investimenti, a mettere il marketing davanti a tutto, ecc. Si presentano come guru (della propria offerta), ti chiedono di seguire alla lettera quello che ti offrono.

Lavorano sul tuo senso di inadeguatezza della vita presente, sul tuo desiderio di rivalsa, ne fanno leva per spingerti ad inseguire i sogni (e seguire i loro corsi di formazione).

Messaggio legittimo e qualche volta encomiabile.

Molto rischioso se le informazioni che ti vendono non si rivelano affidabili.

Prima che vado avanti, ti sei mai chiesto quanti di loro (intendo questi formatori/guru, alcuni sono sulla piazza da diversi anni) sono diventato Zuckerberg, Jobs, Bezos ecc.?

Hai mai fatto ricerche per verificare quante delle loro millantate aziende (oltre a quella di formazione con cui realmente guadagnano) funzionano veramente, producono utili o sono semplicemente sopravvissute al mercato?

Se ti metti a guardare bene (cercare i bilanci, ecc.), scoprirai che i fallimenti sono quasi totali, cioè quel vantato metodo sicuro per fare impresa e guadagnare soldi, applicato dalle stesse persone che lo promuovono funziona quasi mai…

Lo so che stai pensando, ma allora tutte quelle testimonianze di persone che “ce l’hanno fatta”?

Vanno prese con raziocinio, misurate sulla % di clienti formati in totale, sulle competenze e sulle situazioni specifiche di partenza di ciascuno, sui risultati reali raggiunti (non millantati).

Quando squarci questo velo di ignoranza ti assicuro che la realtà è meno luminosa di quanto te la vogliono far apparire (verificato personalmente con i bilanci di alcune aziende molto popolari).

A proposito dei formatori/guru, hai presente come si presentano in tutta la loro comunicazione?

Ostentano continuamente viaggi in posti esotici, macchine costose, aerei privati, grande numero di seguaci pronti ad immolarsi per difendere il loro idolo… insomma tutto un modo di fare alla Marchese del Grillo:

Io sono io e voi… non siete un cazzo!

Te lo ricordi?come fare impresa

Ecco, senza che mi metto a raccontare che spesso le presenze all’estero sono per evadere il fisco, gli aerei privati sono dei genitori (cioè i veri imprenditori…) e il resto delle ipocrisie, guarda nella foto a fianco chi veramente sa fare impresa a livello mondiale e confrontalo con il messaggio che ti vogliono dare i guru.

[Le persone nella foto del giornale sono Bill Gates (Microsoft), Mark Zuckerberg (Facebook), Jack Ma (Alibaba)]

 

Per concludere l’argomento…

Come per le startup il concetto vale anche per i seguaci della formazione personale, per un Elon Musk che diventa miliardario esistono decine di migliaia di nuovi imprenditori che perdono soldi (compresa la casa) in progetti/sogni senza senso.

Come fare impresa, la verità

Dopo tutto quello che ho raccontato non significa che non si possa più fare impresa.

Tutt’altro.

Volevo metterti in guardia dalla leggenda che è possibile fare impresa in modo “facile e sicuro con la ricetta del guru” e sull’onda emotiva che “tutti hanno diritto di realizzare i propri sogni”.

Nel voler continuare a dire le cose come sono, devo anche confessare che fare impresa, lanciare un nuovo business, rimane sempre una cosa bellissima.

Però, diciamocela tutta.

Mettere su un’azienda è un impegno incredibile, faticoso, impegnativo e… molto rischioso.

Attraverso la propria impresa puoi esprimere te stesso, costruire il tuo futuro, essere padrone del tuo destino.

Ma non sarà MAI facile.

Fare impresa è per persone coraggiose dallo stomaco forte, che non hanno paura a sopportare lo sforzo ed il rischio che richiede la nuova azienda.

Vuoi veramente diventare imprenditore o sei interessato solamente a mettere la qualifica di “Founder e CEO” sul tuo profilo LinkedIn?

Devi essere consapevole che fare impresa sarà doloroso.

Questa è la verità.

Ti porterà ansia, metterà in discussione i tuoi valori, cambierà il tuo modo di vedere il lavoro, l’economia, il mondo intero.

Sarai costretto a sacrifici veri.

Ti richiederà soldi, forse tanti soldi, qualcuno ci metterà anche la casa (dipende dal progetto e dalla pianificazione) e ci sarà sempre qualche rischio o pericolo di cui tener conto.

Ma arrivare in fondo sarà meraviglioso.

La soddisfazione e l’emozione alla fine del percorso sarà unica, paragonabile solo a quella che si prova alla nascita di un figlio.

Allora che ne pensi?

Stai ancora pensando a mettere su la tua nuova impresa o no?

Come fare impresa, limitare i rischi in 7 passi

Se la risposta è “sì” ti lascio di seguito alcuni suggerimenti per limitare al massimo i rischi di progettazione.

Prima cosa, non iniziare dalla realizzazione del tuo prodotto (o servizio).

Questo è il tipico errore che fanno le startup. Si concentrano sul prodotto, si spendono tutto il budget nella progettazione ed ingegnerizzazione del prodotto per poi, quando arrivano con la cassa a zero, accorgersi che nessuno vuole comprare!

Quindi chiudono tutto e se la prendono con il mercato cattivo.

Per evitare di fare errori così banali, esci fuori da questo schema, guarda la tua azienda nella sua totalità.

Vediamo quali sono i passi da compiere:

Passo N. 1 – Analisi di mercato

Intendo l’analisi della concorrenza, sia diretta che indiretta (cosa stanno facendo ora i tuoi potenziali clienti per risolvere il problema che tu vuoi affrontare?). Non vorrai andare sul mercato senza conoscere a menadito cosa sta succedendo? Per favore, sarebbe il suicidio…

Passo N. 2 – Modello di business

Come guadagnerai? Di quanti clienti avrai bisogno per poter sopravvivere? Quanto ti costerà trovare un cliente? La tua azienda avrà possibilità di crescita? Come sarà la tua organizzazione? Le competenze di cui avrai bisogno sono disponibili sul mercato e disposte a lavorare per la tua startup?

Passo N. 3 – Business Plan

Converti tutte le tue risposte in numeri, mettile in un benedetto business plan e vedi cosa esce fuori. Misura al centesimo quanti soldi avrai bisogno prima di arrivare in pareggio. Non truccare i numeri dei ricavi, perchè giocherai sulla tua pelle. I ricavi sono l’argomento più delicato quello dove ci sono maggiori incertezze (calcolare i costi sono capaci tutti), quello dove si gioca il futuro della tua impresa (e dei tuoi sogni).

Passo N. 4 – Clienti

Come saranno fatti i tuoi clienti (saranno massaie, adolescenti, avvocati, impiegati, manager di multinazionali, ecc.)? Sarai in grado di farti preferire rispetto alla concorrenza (diretta ed indiretta)? Cosa dirai ai tuoi clienti nelle trattative (non nominare la qualità ed il prezzo, ti prego!)?

Passo N. 5 – Il prodotto

Finalmente siamo arrivati al prodotto.

I clienti vorranno comprare il prodotto che hai in mente oppure una sua variante? Sarai in grado di capire qual’è il prodotto che si vende oppure vuoi continuare con il prodotto che hai in mente? Con le varianti che scoprirai dal rapporto con i clienti, come saranno i costi? Il business plan fornirà ancora le stesse risposte economiche, oppure ci sarà bisogno di cambiare qualcosa nella pianificazione?

Passo N. 6 – Il marketing

Come potrai essere riconosciuto dai clienti? Cosa dovrai comunicare per essere riferito? Quali sono gli aspetti del tuo prodotto che interessano ai clienti, sai comunicarli in modo efficace? Come raggiungerai i potenziali clienti per convincerli a comprare? Come potrai differenziare la tua comunicazione rispetto alla concorrenza (diretta ed indiretta)?

Passo N. 7 – Test di mercato

Prima di bruciare tutto il tuo budget, che ne pensi di fare qualche test per misurare, nella realtà, se le stime di ricavi e di costi di acquisizioni clienti sono corrette? Verificare l’apprezzamento dei clienti? Magari è necessario aggiornare il prodotto per vendere, oppure capire quali servizi sono necessari alla vendita ed alla soddisfazione dei clienti.

E così via…

 

Come vedi, le cose da progettare quando pensi alla tua nuova azienda sono molte e molto impegnative.

Il prodotto è solo una delle tante componenti della tua impresa.

Non esiste un elemento più importante di altri (ad esempio il marketing come qualcuno ti vuole far credere), ma è una questione di equilibrio tra tutte le componenti: mercato (clienti e concorrenza), marketing e vendite, finanza, pianificazione, prodotto e organizzazione. (Vedi per conferma le ragioni dei fallimenti delle startup sull’articolo di Fortune citato sopra)

Fare impresa è una cosa seria.

Solo se fatta bene potrà realizzare i tuoi sogni…

Ad maiora!

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Vittorio Pupillo

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