Un problema… è un problema nella misura in cui non hai i soldi per risolverlo

Un problema… è un problema nella misura in cui non hai i soldi per risolverlo

problema aziendale

Parliamo di problemi aziendali, dal punto di vista dell’imprenditore.

Quindi non parliamo di problemi di relazione tra le persone o di motivazione per andare la mattina a lavorare.

No.

Parliamo del genere di cose che mettono a rischio l’esistenza stessa dell’azienda.

Mettiamo a fuoco il discorso senza girarci attorno.

La maggior parte delle cose lavorative che ti capitano in azienda le superi senza prestare attenzione, se c’è qualcuno che se ne occupa (cioè i collaboratori, se sono preparati ed efficienti).

Altre cose le prendi come scocciature se ti fanno perdere tempo (cioè te ne devi occupare in prima persona, mettendo da parte, e ritardando, altre cose che sai dovrai gestire da solo).

L’ultimo tipo di eventi che meritano la tua attenzione sono i problemi. Cioè quelle cose che per essere risolte, oltre al tempo vogliono anche che ci sia una spesa!

Dove per spesa non si intende i quattro spiccioli per comprare la cancelleria, ma una somma che richiede un’importante riflessione per essere affrontata.

Un problema… è un problema nella misura in cui non hai i soldi per risolverlo

Facciamo la classifica dei problemi.

Hai mai pensato a fare una classifica?

Eccola… ci saranno delle sorprese.

Al primo posto vincono, per distacco, i problemi che riguardano la sopravvivenza stessa della tua azienda: pochi clienti, poco fatturato, poco margine, poca cassa, troppa concorrenza, prezzi bassi, ecc.

Al secondo posto… nessuno classificato.

Perché qualsiasi altra cosa confrontata con i problemi al primo posto si riduce ad una semplice “smania” di qualche collaboratore o cliente.

Siamo d’accordo sulla categoria di problemi che affrontiamo tutti i giorni noi imprenditori?

Bene.

Ora immagino sarai d’accordo che parlare di problemi senza parlare di soluzioni stiamo solo friggendo l’aria.

Esiste una soluzione a tutti i problemi?

No.

Magari…

Però con le giuste strategie puoi scegliere il tipo di problemi da affrontare (ad esempio quelli della crescita).

Come nasce un problema

Partiamo dall’origine. Come arrivi ad avere un problema?

Esistono due strade:

  1. Continui a lavorare facendo finta di nulla, finché trovi clienti e la cassa te lo permette
  2. Sei consapevole della tua situazione di mercato (concorrenza e clienti), ti organizzi e pianifichi cambiamenti nella tua azienda (per la crescita?) e ti prepari alla reazione della concorrenza (cioè hai una strategia)

Ragioniamo con un esempio.

Facciamo che la tua azienda è un peschereccio che vive di quello che pesca nel mare (cioè nel mercato).

La tua barca/azienda sopravvive finché trova il pesce da pescare e vendere, ovvio.

Nel primo caso, con la tua barca viaggi senza riposo, resistendo alle correnti, alle tempeste e, quando trovi banchi di pesci, fai la corsa con le altre barche a chi pesca di più.

Nel secondo caso, conosci le rotte di migrazione dei pesci, conosci la capacità dei pescherecci tuoi concorrenti, hai le previsioni meteo per evitare le tempeste e, quando vendi il pesce sai quanto e come investire del ricavato per adeguare la barca per il prossimo viaggio (condizioni meteo, lunghezza del viaggio, competizione con le altre barche, capacità della stiva, macchine per la conservazione, ecc.).

Ritorniamo al concetto di problema.

Quando viaggi con il tuo peschereccio, finché trovi pesce, non ti allontani troppo dalla costa e non trovi il brutto tempo, va tutto bene. Non hai problemi.

Quando il pesce vicino la costa è terminato, ti devi allontanare e sai che incontrerai delle tempeste, se la tua barca e la tua capacità di navigare in condizioni difficili non sono adeguate… ti ritrovi stretto tra due scelte:

  1. Rimani in porto, non incassi, fai un po’ di dieta e aspetti (speri e preghi) che vengano situazioni migliori
  2. Esci lo stesso in mare sperando che la tempesta non sia brutta come la descrivono i meteorologi, sapendo che potresti non tornare

Ci sei?

Bene.

Sai come mi è venuta l’idea di scrivere di questi argomenti?

Mi è venuta dopo l’ennesima chiacchierata con un imprenditore che mi raccontava di come la sua azienda trenta anni fa era ricca e prospera, fatturava milioni e aveva decine di dipendenti.

Chiudeva il racconto confessando che oggi sono rimasti in tre. Alla mia domanda di cosa fosse cambiato negli ultimi dieci anni: la risposta è stata, come sempre, la stessa:

Prima c’eravamo solo noi, invece ora i clienti scelgono tra altri dieci fornitori che fanno prezzi che noi non possiamo fare

Oggi nel mare ci sono molti altri pescherecci, con barche più attrezzate e capacità di navigazione migliore (e non sto parlando di Amazon, altrimenti dovrei fare l’esempio di una portaerei che va a pesca…).

Non aspettare che nel tuo braccio di mare non ci siano più pesci. Preparati a cercare nuovi mari evitando le rotte degli altri pescherecci.

Ci sono mari pescosi, lo dimostrano i numeri dei vari mercati… ma non sono sotto casa tua!

Per questa ragione e per non rischiare tutto, è meglio non improvvisarsi pescatori da oceano.

Prima studia come la pensano i pesci (clienti) e dove vogliono nuotare, poi prepara le esche in grado di attirarli prima della concorrenza, in ultimo attrezza la barca per i lunghi viaggi in mare, resistere alle onde ed alle tempeste dell’oceano.

Ad maiora!

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Vittorio Pupillo

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