La formazione aziendale non ti farà aumentare l'efficenza
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La formazione aziendale non ti farà aumentare l’efficenza

L’unica formazione che serve nella tua azienda è quella che ti fa crescere i profitti.

Scopri come puoi districarti nell’enorme offerta di formazione delle società di consulenza aziendale, mettendo il giusto carburante nel motore della tua impresa e massimizzando l’investimento.

formazioneHo pensato di scrivere questo articolo perchè moltissime società di consulenza aziendale vendono la formazione come panacea per risolvere tutti i problemi aziendali.

Ma non risolvono nulla.

La formazione è una cosa meravigliosa quando è fatta da professionisti (e sono pochi) ma lascia tutti i problemi irrisolti finito l’effetto motivazionale che ne segue.

Se decidi d’investire in formazione sappi che dovrai da solo continuare a studiare le discipline di cui hai bisogno e cercare le soluzioni ai tuoi problemi.

Proprio per questo, il seguente articolo affronta il problema dell’efficenza dei collaboratori in azienda in modo semplice pratico, senza inutili investimenti.

Partiamo.

Dialogando con molti imprenditori ho raccolto moltissime volte che hanno principalmente due problemi:

  1. Far fare le cose ai propri collaboratori
  2. La contrazione delle vendite

Per il primo aspetto ce la caviamo velocemente con una potente strategia di comportamento che ti sto per raccontare.

Per il problema delle vendite la soluzione potrebbe essere più complessa e potrebbe coinvolgere la strategia aziendale, il marketing ed il processo di vendita. Sei nel giusto blog, ma nell’articolo sbagliato, prova a leggere da qui .

Torniamo ai numerosi dialoghi avuti con imprenditori e manager.

Dicevamo, il grosso dell’impegno giornaliero che ti trovi ad affrontare potrebbe essere quello di assicurarti che il lavoro demandato ai tuoi collaboratori sia svolto. Sono sicuro che sai sicuramente di cosa stiamo parlando.

Prova a pensare alla tua tipica giornata lavorativa e a tutte le volte che ti è capitato di  fare pensieri simili ai seguenti:

  • “C’è questo lavoro da fare,  faccio prima a farmelo da solo che a chiedere di farlo ad uno dei miei”
  • “E’ possibile che ogni volta che gli chiedo di fare un lavoro devo sempre sentirmi rispondere che in questo momento sono impegnati e che lo faranno quando avranno tempo?”
  • “Perché se chiedo di fare un lavoro a qualcuno non è mai come vorrei che venga svolto?”
  • “E’ possibile che ai dipendenti non frega nulla del lavoro che fanno e pensano solo a scappare via il prima possibile?”
  • “Figurati se gli chiedevo di fare una cosa e non mi rispondeva che secondo lui andava fatta in modo diverso!”
  • Ecc.

Anche se non sei un amministratore delegato o un manager, ma solo un semplice appassionato del tuo lavoro, ti sarà sicuramente capitato di fare pensieri simili a quelli descritti sopra. Ricordi la frustrazione ogni volta?

Qual è il allora modo per risolvere questo problema?

La soluzione è racchiusa in una parola: responsabilità.

È così semplice ed efficace che sembra incredibile.

E sai perché?

Purtroppo nella cultura odierna abbiamo sviluppato una linea di pensiero che ci porta sempre a giustificare le nostre azioni. Demandando sempre la responsabilità a qualcos’altro. Ti faccio qualche esempio, dimmi se non ti ritrovi anche tu?

  • L’azienda non riesce più a fare profitti come prima, è colpa della crisi.
  • Mia moglie/marito mi ha messo le corna, è lei/lui che è una “poco di buono” (mi sono autocensurato…)
  • I clienti non mi pagano, sono tutti una massa di “Insolventi” (altra autocensura…)
  • Mio figlio pensa solo a stare tutto il giorno su facebook o davanti la televisione è proprio un buono a nulla
  • La mia decisione si è rivelata sbagliata per colpa delle circostanze non per colpa mia
  • Ecc.

Ti sei ritrovato in qualche frase espressa sopra?

Tranquillo succedeva anche a me prima di iniziare a studiare la psicologia e le neuro-scienze in genere.

Quello che mi ha cambiato è quando ho scoperto che il processo d’insegnamento, a qualsiasi livello, è basato fondamentalmente sull “esempio”.

Nella vita, come nella nostra azienda, insegniamo in pratica solo con il nostro esempio. Il famoso proverbio “fa ciò che dico non fare ciò che faccio” è una grande sciocchezza.

Non ti faccio la lezione di psicologia perché non è questo il contesto giusto.

Ti basta però sapere che se il tuo comportamento in azienda è distaccato verso i tuoi collaboratori, quando sei in ufficio ti chiudi dentro, parli con i tuoi collaboratori solo per controllarli e per rimproverarli, vuoi avere sempre l’ultima parola sulle loro azioni… Stai in pratica facendo capire ai tuoi dipendenti che è meglio de-responsabilizzarsi.

Ecco qualche esempio.

Rimanendo chiuso nel tuo ufficio, trasmettendo scarsa disponibilità verso i tuoi collaboratori stimoli la costruzione del tipico pensiero

“Non frega nulla a lui che è il capo, perché ce ne deve fregare a noi!”.

Oppure, quando vuoi avere l’ultima parola rafforzi nella testa dei dipendenti il pensiero

“Lo faccio come viene, tanto poi ci vuole mettere bocca il capo e lo farò come mi dirà”.

Cominci a capire come il cervello delle persone può interpretare i nostri comportamenti? Lo so è scioccante, lo è per tutti.

Attenzione però. Non è solo responsabilità tua, in questo caso ci sta bene dirlo. Questi risultati nei comportamenti vengono dalla linea di pensiero comune della nostra società, che vuole che si attribuisca sempre a qualcun altro le responsabilità.

Per fortuna non tutto il mondo ha il cervello in questo modo. Altrimenti saremmo tutti degli schiavi.

Tu sei perfettamente in grado di comprendere quali comportamenti sono sbagliati all’interno della tua organizzazione e correggerli.

Certo, senza richiedere aiuti esterni e senza spendere soldi in formazione!

Anche perché io non ho mai visto in nessun catalogo delle società di consulenza corsi di formazione sul trasferimento della responsabilità in azienda.

Ti sarà sicuramente capitato dalle varie società di consulenza che ti hanno proposto formazione sulla leadership, formazione sulla comunicazione efficace, sul parlare in pubblico, sul coaching, sulla vendita, sulla gestione delle obiezioni, ecc.

Tutti quegli argomenti possono essere interessanti. Ma non ti risolvono il problema di cui stiamo parlando.

(Vuoi vedere che dopo qualche tempo che ho pubblicato questo articolo qualcuno s’inventa il corso sulla responsabilità? Mah…)

Allora dicevamo, cosa puoi fare per iniziare a migliorare l’efficenza dei tuoi collaboratori.

Ho usato la parola iniziare perché, come tutte le nuove strategie aziendali queste hanno effetto se l’azione è ripetuta e costante nel tempo. Cambiare modo di fare solamente per un giorno non ha nessun effetto e viene presto dimenticato. Affinchè una strategia abbia successo ha bisogno che ci sia ripetizione, nel messaggio e nelle azioni.

Vediamo come iniziare a cambiare il modo di fare in azienda.

  1. Prendi alcune azioni delegabili che di solito fai tu, perché pensi che ti sbrighi prima e non hai tempo e voglia di spiegarle a qualcun altro.
  2. Decidi di delegarle, comincia da quelle più semplici.
  3. Pensa a quali possono essere i parametri più significativi con cui tu giudichi il tuo lavoro (il tempo, la precisione, l’efficienza, la risposta del cliente, tutto quello che per te può essere importante)
  4. Trasferisci questi parametri (i più bravi li chiamano KPI) all’attività che stai per delegare e definiscine le caratteristiche in modo che la comprensione sia oggettiva
  5. Chiama i tuoi collaboratori e spiegagli che da oggi delegherai ciò che hai deciso, spiegherai loro che dovranno da soli verificare la bontà del loro lavoro attraverso i parametri che tu avrai definito
  6. Gli dirai che all’inizio possono venire a chiedere come fare il lavoro se non l’hanno capito, ma poi dovranno fare da soli e saranno responsabilizzati sul risultato che ottengono
  7. Chiedi ai tuoi collaboratori più stretti d’iniziare a fare la stessa cosa ciascuno con i propri
  8. Fissa una riunione da lì a due settimane in cui vuoi verificare se e come i tuoi manager hanno interpretato la delega e i risultati che hanno ottenuto
  9. Continua con questo processo delegando sempre più attività e continuando a richiedere ciascuno di pubblicare i risultati

È evidente che la procedura non comprende tutti i possibili casi lavorativi e che debba essere calata anche nel lavoro specifico di ciascun collaboratore. Infatti quanto descritto serve per iniziare la nuova abitudine e il nuovo modo di gestire le risorse.

Il trasferimento del concetto di responsabilità sarà poi una conseguenza naturale su tutti gli aspetti lavorativi. Come sarà naturale per tutti poi lavorare sugli obiettivi e guadgnare sui risultati.

Non aspettare oltre, inizia già oggi a provare questa strategia e fammi sapere i tuoi risultati.

 

Ad maiora.

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