La strategia della responsabilità per la crescita aziendale
Strategia & Business
Condividilo!

La strategia della responsabilità per la crescita aziendale

Scopri come trasformare i tuoi dipendenti in manager da far invidia!

Questo è l’unico metodo per far crescere la forza della tua azienda fino a farla diventare una macchina da guerra contro la concorrenza.

Funziona anche se oggi il contributo dei tuoi collaboratori è molto scarso.

la strategia della responsabilità

Il collo di bottiglia delle organizzazioni attuali è la struttura organizzativa.

Nella mia esperienza di tutte le aziende che ho incontrato mi sono sempre trovato di fronte a strutture dove il vertice dell’organizzazione è l’unico incaricato a prendere decisioni. Non accade nulla se l’amministratore delegato, il direttore generale o in qualche caso il capo divisione, non dicono l’ultima parola e appongono la loro firma.

Non ti far incantare dai soliti consulenti di direzione che ti voglio far fare un bell’ elenco di documenti legali e procure. Non è quella la strategia che porta ai profitti.

Dicevamo, è anche la tua esperienza quella di un’azienda dove tutte le decisioni e le responsabilità sono relegate al vertice della struttura aziendale?

Se sei interessato a capire cosa c’è di strano in questa metodologia manageriale e sei interessato ad incrementare la forza della tua azienda, continua a leggere!

Partiamo.

Questo modo di comportarsi dei collaboratori nasce dalla genesi dell’impresa stessa. Molto spesso le aziende nascono per l’intuizione di una persona o un gruppo di soci che hanno una buona idea o un buon prodotto/servizio da mettere sul mercato.

I collaboratori o dipendenti arrivano quindi successivamente quando aumenta il carico di lavoro e le problematiche da gestire.

In questo tipico modo di formare la squadra aziendale, lo sviluppo del lavoro rimane  sempre attorno a te che, hai creato l’impresa.

Proprio perchè hai inventato tu l’impresa e, costruito fisicamente il modo di lavorare di successo della tua azienda, quando avrai bisogno di collaboratori non farai altro che cercare di duplicare il tuo metodo, tenendo però per te il controllo e l’onere decisionale della sua struttura.

Naturale. Giusto?

Perfetto.

Immagino che il tuo primo pensiero con il nuovo arrivato sia “adesso non posso insegnare tutto il lavoro a questo tipo, perchè se poi se ne va e mi apre un’impresa concorrente vicino sono fottuto”. Logico. Tutti facciamo pensieri simili.

Purtroppo quest’approccio non è sempre valido. Vediamo.

Questa “filosofia” manageriale funziona fino a che puoi concentrarti solo nella produzione dei tuoi prodotti e servizi. Non ti devi mai preoccupare di cercare i clienti.

Appunto, è qui che iniziano i problemi.

I clienti non vengono più da soli.

Tutti i potenziali clienti sono già assediati da migliaia di venditori che non fanno altro che trovare nuovi modi per guadagnare la loro l’attenzione.

Purtroppo non basta più tirare su la saracinesca del capannone per far entrare i clienti a comprare, sei d’accordo?

Al contrario se non ti getti personalmente nella mischia, rischi che la tua impresa in breve diventa il deserto del Sahara.

Ma tu questo lo hai capito da un pezzo infatti. Ma… Il lavoro in azienda deve essere comunque portato avanti. I tuoi collaboratori speri ti aiutino invece ti fanno perdere un sacco di tempo, ti cercano anche per decidere se possono accendere la luce quando fa buio.

Se ti trovi anche tu in questa situazione, devi stare tutto il giorno in azienda altrimenti il lavoro non va avanti e i clienti ti mollano.

Io non so a te, ma a me a casa non mi riconoscevano più, per non parlare che la notte non era più riposo. Era un brutto affare, lo so bene.

Per fortuna a questo esiste una soluzione.

Attenzione non è la tipica soluzione comprare un’ugola bionica per urlare più forte a tutti i dipendenti e tenerli concentrati per fargli fare il lavoro.

E non è nemmeno quello di mettere le telecamere nell’azienda per tenere sempre tutto sotto controllo.

Ti svelo un segreto: questi metodi (in particolare quello di urlare sempre più forte…) non sono produttivi, tutt’altro, ti fanno raggiungere solo l’effetto contrario.

Rilassati non potevi saperlo, perchè nessuno te lo ha mai insegnato. Anzi è naturale pensare che più fai pressione, più urli e più i tuoi collaboratori (figli, parenti ecc.) fanno come dici tu.

Tutti fanno così. Abbiamo imparato questo metodo, prima dai nostri genitori, poi dalle maestre a scuola, poi dai primi capi che abbiamo avuto al lavoro….

Peccato che nessuno di quest’insegnanti abbia risolto un problema come il tuo. Solo tu che lo vivi tutti i giorni sei in grado di confermare che più urli e sbraiti e più le cose rimagono come sono. Un incubo!

Oggi sei fortunato. Perchè sei incappato in questo blog dove ti sto per svelare l’unica strategia che permette ai tuoi dipendenti di crescere per diventare davvero dei collaboratori.

 

La strategia della responsabilità

Ho scoperto con il tempo che, avere l’atteggiamento del controllo e mantenere un comportamento severo con i collaboratori, non mi aiutava. Tutt’altro. E sai perché?

Tutti si sentivano delegittimati, sapevano che dovevano sempre riportare a me l’esito del loro lavoro. Non prendevano nessuna iniziativa perché tanto dovevo essere io a dirgli come volevo che le cose fossero fatte. Erano terrorizzati dall’assumersi una qualsiasi responsabilità. Questo all’inizio. Poi se ne fregavano direttamente.

Questo comportamento, in pratica, m’impediva di far crescere la mia azienda.

Come fare allora per ricominicare a produrre profitti?

La parola chiave è responsabilità. Una sola parola, contiene tutto.

Il lavoro da fare deve essere responsabilità dei tuoi dipendenti. Cioè devi trasferire il concetto che la responsabilità del lavoro non ce l’hai solo tu, ma tutte le persone che lavorano con te, ognuno per la loro parte di competenza.

Non solo, dovranno avere anche la responsabilità della collaborazione tra di loro, tra reparti.

Sembra interessante anche a te?

Vediamo come si fa.

Qui entriamo nella parte difficile, la teoria è sempre facile, poi scontrarsi con le persone è tutta un’altra storia.

Allora, ti devi trasformare da “imprenditore/manager-capisco-solo-io” in… maestro.

Sì, in maestro, non cominciare che “non ti va e non hai tempo“.

Se vuoi risolvere il tuo problema devi continuare a seguirmi.

Allora fare il maestro è facile. Pensa a quando insegni amorevolmente a tuo figlio o a tuo nipote.

Dico così perché se insegni urlando fai più fatica e ottieni che le persone per reazione si rifiuteranno d’imparare (non l’ho inventato io, lo dicono le neuroscienze).

Al contrario invece le persone saranno più disposte ad imparare se si sentono comprese e… potranno divertirsi (c’è una disciplina apposta che spiega questo, si chiama Andragogia).

Andiamo nel pratico.

Prendi i tuoi collaboratori più vicini e comincia da loro. Spiega ciascuno qual è il risultato atteso da ogni loro azione e quale deve essere la qualità minima attesa. Quali sono i rischi e anche che avranno l’onere di dover prendere le decisioni in tempo reale per risolvere i loro problemi. Esatto, spiegagli che da quel momento in poi il loro lavoro sarà solo un loro problema.

E’ importante che gli spieghi che: se il lavoro andrà male per qualche ragione se ne dovranno accollare le conseguenze.

Fino a qui sembra tutto ovvio.

Ora vieni a vedere la parte più raffinata.

Ognuno dei tuoi collaboratori avrà l’obbligo di cambiare il modo di fare (anche per loro basta con gli urli, non importa se hanno imparato da te) e dovrà, come stai facendo tu con loro, insegnare la responsabilità e la collaborazione alla sua squadra.

Sembra ovvio anche questo?

Questo serve a far capire a tutti che la responsabilità dei risultati dell’azienda-dove-lavorano è anche loro (a partire da chi dovrà insegnare). Devono capire che il loro lavoro ha ragione d’essere solo se esiste l’azienda che glielo commissiona, altrimenti si troveranno senza lavoro.

Affinchè questo processo sia completo manca ancora una componente.

La componente fondamentale è la tua condivisione dei risultati.

Dovrai accettare, e trasferire serenamente che:

Buoni risultati comporterà maggiori soldi e soddisfazione a a chi se lo è meritato!

Per questo aspetto esistono numerosi piani d’incentivazione. Senza scomodare la teoria degli MBO che richiederebbe la definizione di una strategia aziendale con la conseguente definizione di tutti i relativi obiettivi. Tu prendine uno qualsiasi (inventalo se vuoi), adegualo alle esigenze ed alla matrice di responsabilità della tua azienda e, applicalo.

Attenzione, al tipico errore di stabilire obiettivi irraggiungibili pensando che siano maggiormente sfidanti, o di poter fare il furbo con i tuoi dipendenti!

Otterresti solamente l’effetto contrario. Le persone hanno bisogno di pensare di poter raggiungere i propri risultati per impegnarsi. Se capiscono che i risultati su cui sono misurati sono impossibili (o una truffa) smetteranno presto il loro impegno e si adegueranno al peggiore dei risultati.

Facciamo però che tu sei quella brava persona che immagino, che ci tiene a raggiungere i suoi risultati di profitto e che vorrà che questi siano condivisi con la sua squadra!

Allora se vuoi davvero raggiungere i tuoi obiettivi c’è ancora un altro problema.

Ti dovrai impegnare!

Glielo dovrai spiegare bene ai tuoi collaboratori che dovranno impegnarsi anche loro. Non sarà facile all’inizio, perché saranno tutti ormai abituati a comportarsi in modo poco “efficiente”. Sarà faticoso e ci saranno momenti in cui vorrai prendere tutti a calci nel culo.

Tranquillo è normale, fai un bel respiro e ricordati che lo stai facendo come investimento per te, per la tua impresa e per la tua famiglia.

Poi improvvisamente arriverà la magia.

Ti accorgerai sempre di più che ti si libererà del tempo, sempre più tempo, avrai molto più tempo per stare con i tuoi clienti e capirne le esigenze, adeguare la tua strategia al mercato e… guidare la tua impresa verso profitti sempre crescenti!

Non solo, il tutto riducendo lo sforzo e migliorando il clima e la motivazione all’interno della tua azienda!

Per questo ti dico:

Inizia oggi a mettere in pratica la strategia della responsabilità.

Poi fammi sapere i tuoi risultati.

Ti aspetto.

 

Ad maiora!

PS: Se ti è piaciuto condividilo con chi ha responsabilità aziendale e se sei ancora interessato a leggere di strategia aziendale chiedi di ricevere gli articoli del blog.

Leave a Comment: