CHI HA PRESO I MIEI CLIENTI? (Una favola per adulti - imprenditori)

CHI HA PRESO I MIEI CLIENTI? (Una favola per adulti – imprenditori)

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C’era una volta un mondo molto diverso dal nostro.

Quel mondo era costituito da un labirinto.

Sì, un labirinto.

Proprio come tutti i labirinti, era fatto da corridoi e stanze.

Per vivere non bisognava impegnarsi molto, era sufficiente cercare dove fosse il cibo.

Un volta trovata la stanza con le cose da mangiare, per nutrirti era sufficiente tornare lì ogni volta che avevi fame. Il cibo ci sarebbe stato, sempre.

Tutto il tempo era a tua disposizione, potevi fare quello che volevi , anche bighellonare tutto il giorno. Quando avevi fame ti era necessario tornare alla stanza con il cibo per nutrirti. Tutto qui.

Non c’era un unico tipo di cibo nel labirinto, ovviamente. Ognuno che ci abitava aveva la possibilità di cercare e trovare il cibo preferito.

Nessuno sapeva chi portasse il cibo, oppure come faceva a comparire nella propria stanza preferita, o perché ce ne fosse sempre in abbondanza.

Tutti sapevano solamente che, se andavi nella tua stanza preferita quando avevi fame, avresti trovato da mangiare a sazietà. Sempre.

Questo mondo era popolato da imprenditori.

E’ una favola per adulti, non dimenticarlo.

Dicevamo…

Il mondo era popolato da imprenditori fantastici con nomi di fantasia tipo: Imprenditoretto, Managerone, Furbissimo, Impresino, Impreditorane, ecc.

Ogni personaggio (imprenditore) viveva e prosperava nel labirinto.

Ogni tanto gli abitanti si incontravano tra loro.

In particolare quando avevano voglia di esplorare. Ma per lo più, i vari imprenditori, vivevano ciascuno nei pressi della stanza del proprio cibo preferito.

A proposito di cibo… quello di cui parliamo nella favola non è solamente formaggio, salame, pollo o insalata.

No.

Il cibo della storia sono i clienti.

Lo immaginavi già?

Seguimi.

Ad ogni imprenditore di quello strano mondo, gli bastava tornare nella stanza dei clienti preferiti per trovarne sempre di nuovi e sempre pronti ad acquistare.

Le aziende di ciascuno prosperavano senza difficoltà.

Ogni volta che avevi bisogno di fatturare ed incassare, ti bastava tornare nella tua stanza preferita che avresti trovato clienti pronti a comprare.

Cibo (clienti) a volontà!!!

Bene.

La nostra storia ora si restringe in una porzione più stretta di quel mondo, di quel labirinto.

“Zoommiamo” in un picolo settore, ci sono due stanze da cibo, capitate abbastanza vicine l’una all’altra.

Gli imprenditori che si nutrivano in quelle stanze passavano spesso il tempo insieme.

In una stanza andavano a mangiare due persone: Imprenditoretto e Managerone. Nell’altra stanza invece andavano Impresino e Furbissimo.

Adesso arriviamo alla crisi.

Preparati.

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Un giorno, improvvisamente, senza nessun avvertimento, né segnale premonitore…

Nelle stanze dei 4 amici imprenditori, non fu trovato il cibo.

Niente.

Il cibo non c’era e basta.

Nulla da mangiare.

Ricordi che non si sapeva chi facesse apparire il cibo.

Ecco, ora non si sapeva nemmeno chi lo avesse fatto scomparire.

I quattro imprenditori rimangono confusi. Non hanno altra strategia per trovare cibo (clienti).

Si sono sempre comportati nello stesso modo ed il cibo era sempre pronto e caldo ad aspettarli.

I nostri amici, non sapendo cosa fare, decidono di aspettare.

Capiscono che si è inceppato qualcosa nel loro mondo, ma sono fiduciosi che presto tutto tornerà a funzionare come prima.

Del resto, qualche giorno di magra non lo vedono come un grosso problema.

Fino a ieri, hanno vissuto periodi di abbondanza, sono tutti “belli in carne”, pieni di scorte, qualche giorno di digiuno lo sopporteranno senza traumi.

I quattro imprenditori continuano a vivere la propria vita ciascuno come ha sempre fatto.

Sono fiduciosi che presto tutto possa tornare come in passato.

Quando vanno nella stanza a cercare cibo però (perchè ci sperano sempre!), non trovano nulla. Non hanno idea di cosa fare per cambiare la situazione, possono solamente accettare l’assenza, fare finta di nulla.

Un giorno uno dei quattro imprenditori (Imprenditoretto) non accetta più di rimanere passivo nei confronti del cibo e del labirinto (cioè dei clienti e del mercato in generale). Decide di partire nell’esplorazione di nuove parti del labirinto alla ricerca di nuovo cibo.

Gli altri, resistendo ancora bene con le risorse accumulate, preferiscono restare ed aspettare che il cibo torni.

Dopo poco tempo, Imprenditoretto torna dai compagni con del cibo. Non è né il cibo preferito da un gruppo né il cibo preferito dall’altro. Ma pur sempre un tipo di cibo.

Lo porge ai compagni e glielo fa assaggiare.

Quel cibo è molto diverso.

In bocca da poca soddisfazione…

Non è proprio un cibo commestibile pronto da mangiare (clienti pronti a comprare).

Probabilmente andrebbe cucinato, preparato in qualche modo, addirittura ciascuno dovrebbe prepararlo secondo i propri gusti per farlo diventare buono.

Insomma, per essere mangiato quel cibo ha bisogno di lavorazione, di preparazione, non è gratis (come una volta).

Dai racconti di Imprenditoretto pare che lungo il labirinto in posti sempre diversi si possa trovare questo tipo di cibo, ma anche dell’altro materiale che potrebbe servire nella lavorazione. Certo bisogna cambiare abitudini per mangiare, mettersi in marcia tutti i giorni, portare con sé il materiale per cucinare e una volta trovato il cibo lavorare per prepararlo…

Dai racconti si scopre che altri imprenditori già vivono in quel modo nel labirinto. Sono persone con abitudini e comportamenti completamente diversi da quelli con cui loro vivono. Persone abituate a cercare il cibo senza sosta.

Questi ultimi pare abbiano strategie per trovare il cibo più facilmente, addirittura tecniche per riscaldarlo e cucinarlo velocemente (non come i nostri 4 amici che non sapevano nemmeno da dove iniziare).

Impresino rimane interessato dai racconti dell’amico e decide di seguirlo nell’esplorazione del labirinto. Non vuole continuare a rimanere passivo nei confronti del mercato. Vuole andarseli a cercare e cucinare come più gli piacciono i clienti!

Gli altri due, non ne vogliono sapere.

Hanno ancora scorte sufficienti per un po’. Sono sicuri che il periodo difficile passerà e tornerà tutto come prima.

Impresino ed Imprenditoretto partono.

I rimasti Managerone e Furbissimo non li vedranno più tornare.

Questi ultimi proveranno in tutti i modi a far tornare i bei tempi passati. Provarono a visitare le stanze del cibo in momenti diversi dall’orario dei pasti, si dicevano: “magari hanno cambiato gli orari e noi abituati sempre allo stesso orario non ce ne siamo accorti”.

Provarono a dormire direttamente nelle stanze del cibo aspettando che succeda qualcosa. Da soli o in coppia. Hanno provato con danze propiziatorie (hai presente la danza della pioggia?).

Insomma, le provarono tutte.

Ma dei clienti (cibo) nulla.

Non ci fu verso, nessun cliente si face trovare più lì.

Impresino ed Imprenditoretto invece dopo il periodo di adattamento inziale si adeguarono presto alle nuove condizioni del mercato. Accettarono di chiedere aiuto alle persone più esperte del labirinto, impararono le strategie migliori per trovare il cibo e le tecniche più comuni per cucinarlo.

Presto impararono da soli come preparare le loro ricette preferite.

Non solo, impararono anche ad adeguarsi ai continui cambiamenti che accadevano nel labirinto, anche a saper reagire alla concorrenza per il cibo.

Cosa fecero alla fine Managerone e Furbissimo?

Niente di speciale.

Essendo esseri umani prima di tutto si lamentarono l’uno con l’altro per il mondo ostile.

Si ripetevano che un mondo così che gli volta le spalle senza motivo era un mondo che non si meritasse la loro presenza.

Poi passarono a lamentarsi del perché nessuno è più tornato a salvarli, a portargli i clienti già pronti per loro.

Alla fine, terminate le scorte, si sono trovati troppo deboli e demotivati per fare o dire qualsiasi altra cosa…

Che cosa successe allora?

Managerone e Furbissimo sono semplicemente spariti dal labirinto (mercato)…

Fine.

Sono sicuro che non hai bisogno che ti spieghi meglio il parallelo tra la situazione di mercato in cui vivi ed il labirinto della storia.

È importante però cogliere i messaggi ce ci sono:

  1. È stupido aspettare che torni il mercato come era prima, non tornerà più
  2. Aspettare che i problemi con i clienti e le vendite si risolvino da soli significa condannare l’azienda alla consuzione e al fallimento
  3. Cambiare semplicemente l’approccio nel proprio vecchio piccolo mercato, è fatica sprecata, occorre una nuova strategia se vuoi prosperare
  4. Per sopravvivere e prosperare sul mercato è richiesto di:
    • Imparare ad adattarsi ai continui cambiamenti
    • Imparare a trovare i clienti nei posti dove si trovano (trovare la materia prima del cibo)
    • Imparare a preparare i clienti per renderli pronti a comprare da te (preparare e cucinare il cibo)
  5. Per sopravvivere è importante sapere come reagire ai concorrenti che si prendono il tuo cibo (che non significa abbassare i prezzi, per favore!)
  6. Chi impara più velocemente le regole del nuovo mercato ha maggiori probabilità di successo

Per non fare la fine di Managerone e Furbissimo smettila di continuare a sperare che le cose si sistemino da sole.

Ci vediamo nel labirinto.

Ad maiora!

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Vittorio Pupillo

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PS: la favola è liberamente ispirata da Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson.

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