BRUTALI RIFLESSIONI SUL MANAGEMENT, per Imprenditori
Strategia e Business
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BRUTALI RIFLESSIONI SUL MANAGEMENT, per Imprenditori

riflessioni sul management

Parliamo del rapporto tra imprenditore e collaboratori.

Quali sono i problemi nascosti di questo rapporto e cosa fare per renderlo utile all’azienda.

Se i tuoi dipendenti ti rendono felice tutti i giorni e non puoi chiedere niente di meglio, questo non è l’articolo per te.

Se invece ti interessa migliorare le performance dei tuoi collaboratori…

Ti conviene leggere tutto.

Hai presente quella continua sensazione di fatica nella gestione dei collaboratori, quando sembra che senza di te non siano in grado di mettere due pensieri in fila?

Immagino lo sai bene perché la maggior parte delle volte vieni chiamato tu a risolvere i loro problemi.

O no?

Per non parlare delle volte in cui ti sembra che tutti gli sforzi che fai per creare una squadra vengano spazzati via come polvere nel vento.

Andiamo al sodo.

La relazione tra imprenditori e collaboratori è sempre in bilico. Le due tipologie di persone cercano cose diverse, stanno insieme solo per (un teorico) mutuo beneficio.

L’imprenditore costruendo la sua azienda vuole il riconoscimento del suo impegno, dei suoi sacrifici, il profitto (altrimenti non è un’impresa), il ritorno dell’investimento sul suo capitale e… la realizzazione dei suoi progetti nella realtà.

I dipendenti invece cercano la libertà economica attraverso lo stipendio.

Se non avessero bisogno di soldi pochissime persone verrebbero a lavorare comunque. La soddisfazione personale, la soddisfazione del risultato sul lavoro, rimane sempre subordinata alla necessità economica.

Quante persone accettano per tantissimi anni (addirittura per una vita intera) di fare un lavoro che gli fa “schifo”, solo perché hanno bisogno dello stipendio?

Li vedo la mattina andare al lavoro trascinandosi come condannati al patibolo.

Sono insoddisfatti della loro vita!

Il grosso della giornata la passano facendo un lavoro che non gli piace, in un posto dove non vogliono stare. Chiunque al posto loro si sentirebbe insoddisfatto!

Lo so, sono fatti che non dovrebbero interessare ad un imprenditore, ma…

Il problema è che queste persone (e sono tantissime) attribuiscono la ragione dei propri problemi esistenziali all’azienda che li paga, e all’imprenditore.

Dimenticano subito che nessuno li ha mai costretti a fare quel lavoro, in quel posto.

Allo spettro opposto è l’imprenditore.

Per chi fa impresa, anche quando ha raggiunto una buona disponibilità economica, è normale continuare ad andare a lavorare nella propria azienda.

Anzi, per chi è imprenditore, è proprio bello!

Anche se hai problemi e ti fanno incazzare, è bello prendersi cura della tua azienda.

Pensa a Elon Musk, Jack Ma, Jeff Bezos… pur essendo tra le persone più ricche del mondo continuano a lavorare con passione nella propria impresa. Non importa quanto hai accumulato nel contocorrente.

E’ evidente che l’approccio al lavoro tra imprenditore e dipendente è diverso!

Non solo, la maggior parte di noi, quando riusciamo a creare un’azienda che non ha bisogno della nostra presenza, siamo subito pronti a costruirne una nuova: rischiando il capitale, il tempo e il lavoro.

Ora, diciamoci le cose come stanno!

Il rapporto tra le categorie di imprenditore e dipendenti sarà sempre di tipo utilitaristico.

Stanno freschi i vari motivatori (coach, formatori e affini) a volerci convincere che esistono tecniche tipo leadership o condivisione che trasformano “l’acqua in vino” (cioè farebbero miracoli).

In tutti i discorsi manageriali che si sentono in giro si trascurano sempre due aspetti:

  • Un’azienda ha la sua ragione di esistere per produrre profitto (in termini di prodotti utili per i clienti e margine per gli imprenditori/azionisti)
  • Nessuno ancora ha capito come misurare in termini economici la leadership

Per queste ragioni sono molto più valorizzate (dal mercato) le aziende che hanno strategia, sistemi e procedure dettagliate. Investitori ed istituti finanziari sono interessati ad aziende con grandi sistemi invece che ad aziende con leader eccezionali.

A parte il fatto che di manager con grandi doti ce ne sono pochi, per questo, se la tua impresa funzionasse solo grazie alle capacità di un leader avresti un problema:

  • la tua azienda andrebbe velocemente in crisi se il “super manager” si ammalasse
  • rischierebbe addirittura di chiudere se il “super leader” decidesse di cambiare lavoro

Come sono fatte le persone e come farebbe Sun Tzu

Le persone sono egoiste.

Non è una espressione di cattiveria.

Parlo proprio di egoismo.

È una caratteristica del genere umano.

Lo so che esistono molte eccezioni, a cui noi tutti ci ispiriamo e a cui vorremmo assomigliare.

Ma per ogni missionario perso nella giungla o per una Madre Teresa di Calcutta che fa opere enormi, ci sono decine di migliaia di esseri umani “distaccati” a cui il problema più importante è avere la connessione con lo smartphone.

Non c’è critica, si tratta solo di comprensione delle persone (se vuoi fare business e marketing in modo serio devi continuamente approfondire la natura umana, anche se non sei uno psicologo).

Dicevamo, le persone sono egoiste.

La cosa interessante è comprendere come questa attitudine (egoismo) si riflette nel lavoro e nella gestione d’impresa. Vediamo quali sono gli elementi di incomprensione che un imprenditore deve sapere dei suoi collaboratori:

  1. Verrai sempre e comunque accusato di egoismo dai tuoi dipendenti, tenderanno sempre a dimenticare che il loro lavoro esiste solo perché tu hai deciso di investire per un’impresa
  2. Ognuno tenderà a concentrarsi sempre prima sul proprio risultato immediato (personale) invece che ai risultati collettivi (aziendali)
  3. Verrai criticato per qualsiasi scelta di cambiamento, perché ogni cambiamento verrà preso sempre come un maggiore impegno da mettere nel lavoro
  4. I manager metteranno i bastoni tra le ruote alle decisioni strategiche che possono incidere sulla loro posizione
  5. Le decisioni dei manager saranno sempre prima dedicate alla loro carriera o a conservare la loro posizione, solo successivamente prenderanno in considerazione clienti e concorrenza (risultati aziendali).

Per queste ragioni, devi accettare che le tue priorità sull’azienda saranno sempre divergenti da quelle dei tuoi collaboratori.

Rimani sempre tu a dover decidere quali sono le azioni imperative da fare per avere il miglior risultato possibile.

I Soldati vanno trattati innanzitutto con umanità, ma controllati con ferrea disciplina. Questa è la strada per la vittoria

Frase estratta dal libro “L’arte della guerra”.

A proposito del leggendario generale cinese Sun Tzu (autore del libro) ti riporto una storia attribuita a lui:

Prima di ingaggiare Sun Tzu come consigliere militare, il re di Wu volle testare le sue doti chiedendogli se le sue capacità strategiche potessero applicarsi anche alle donne.

Lo stratega, quindi, accettò di dargliene dimostrazione usando le centottanta concubine del re.

Sun Tzu divise quindi le donne in due gruppi e pose a capo di ciascun gruppo le due favorite del re.

Spiegò ai due gruppi le regole da seguire: agli ordini di Sun Tzu, le donne avrebbero dovuto girarsi tutte nella direzione indicata.

Al rullo dei tamburi ordinò quindi alle donne di voltarsi a destra, ma queste cominciarono a ridere e non obbedirono.

Sun Tzu disse allora: «Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale».

Spiegò quindi ancora una volta le regole, quindi, al rullo dei tamburi, ordinò alle donne di voltarsi a sinistra.

Ancora una volta le donne scoppiarono a ridere e non obbedirono.

Sun Tzu disse allora: «Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale; se, invece, le regole sono chiare, e tuttavia gli ordini non vengono eseguiti, allora la colpa è degli ufficiali».

Diede quindi l’ordine di decapitare le due favorite.

Il re, che aveva seguito le manovre dall’alto del suo padiglione, gli ordinò di fermare l’esecuzione dicendosi convinto dell’abilità di Sun Tzu nel condurre le truppe, ma questi rispose che, nelle sue vesti di generale, vi erano ordini del re che poteva non seguire.

Le due donne furono dunque giustiziate e le favorite immediatamente inferiori per rango furono messe al comando dei due gruppi.

Questa volta le donne obbedirono agli ordini senza indugio.

A questo punto Sun Tzu disse al re che le sue truppe erano pronte e ben istruite, e che avrebbero obbedito a qualsiasi suo ordine, invitandolo a passarle in rassegna, ma il re lo congedò senza farlo.

Sun Tzu allora commentò: «Il re ama le belle parole, ma non sa metterle in pratica».

Fonte Wikipedia.

Anche se sembra una battaglia persa c’è ancora speranza.

La soluzione non è nel lavorare sulle persone per cercare di convincerle che il mondo è bello nonostante facciano una vita di merda.

La soluzione è nel lavorare sulla struttura e sugli obiettivi dell’azienda: sulla strategia aziendale.

Ad maiora!

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Vittorio Pupillo

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