Indice di rotazione del magazzino: cos’è, come si calcola e cosa significa

indice di rotazione del magazzino

Tra i vari indicatori che possono dare delle indicazioni precise su come la tua azienda gestisce le risorse presenti in magazzino, l’indice di rotazione del magazzino è certamente uno dei più utili.

Ma che cos’è l’indice di rotazione del magazzino? Come si calcola? Quali significati può trasmettere a un lettore attento?

Cos’è l’indice di rotazione del magazzino: definizione

L’indice di rotazione del magazzino (o inventory turnover) è il numero di volte in cui la merce in magazzino si è rinnovata completamente nell’arco di un determinato periodo di tempo (un anno, un trimestre, ecc.). Si tratta di un indicatore importante per valutare il tempo necessario affinché i mezzi finanziari investiti nelle merci siano recuperati.

Partendo da tale definizione, è possibile arrivare a due estremi:

  1. i prodotti ad alta rotazione, per i quali generalmente, a parità di altre condizioni, l’impresa sta realizzando una corretta ed efficiente gestione. Si tratta di prodotti che si muovono con frequenza sugli scaffali e apportano diversi benefici all’organizzazione;
  2. i prodotti a bassa rotazione, per cui invece è bene che l’imprenditore effettui delle analisi più attente, considerato che si tratta di prodotti che potrebbero essere gestiti in maniera poco efficiente.

Il calcolo dell’indice di rotazione

Ora che abbiamo compreso qual è il significato dell’indice di rotazione e quali sono i suoi estremi, possiamo procedere al calcolo puntuale di questo indice al fine di comprendere come arrivare a un valore preciso di rotazione delle scorte.

Calcolare l’indice di rotazione del magazzino è molto semplice, considerato che tale indicatore è il frutto della divisione tra la quantità totale venduta (a prezzo di costo) in un determinato periodo (ad esempio, un anno) per la giacenza media dello stesso periodo. Insomma:

Indice rotazione delle scorte = Vendite / Giacenza

Esempio indice di rotazione delle scorte

Proviamo ora a fare un esempio di indice di rotazione del magazzino, al fine di suggellare ancora meglio i concetti che sopra ho brevemente espresso.

Ipotizziamo così di aver venduto 50.000 euro di prodotti in un anno al prezzo di costo e che la media del valore delle scorte è di 10.000 euro.

Il calcolo dell’indice di rotazione delle scorte fornirà un indice pari a 5. Significa cioè che quel determinato stock di prodotti si rinnova per 5 volte l’anno.

Estremizzando i valori, un dato pari a 365 significherebbe che i prodotti si vendono giornalmente e che l’inventario è praticamente inesistente (il costo del magazzino è dunque pari a zero). Di contro, un quoziente pari a uno significa che la rotazione delle scorte è assente.

Come interpretare l’indice di rotazione del magazzino

Fatte salve le premesse di cui sopra, un aumento graduale del valore dell’indice è generalmente da accogliere positivamente – a parità di altre condizioni – poiché indica che le risorse non rimangono immobili in magazzino, ma stanno producendo sempre più valore, e sempre meno costi.

Dall’indice di rotazione all’indice di giacenza media

Concludo ricordando che dall’indice di rotazione si può arrivare con facilità all’indice di giacenza media, che indica il tempo di permanenza in magazzino di un determinato prodotto o, se si preferisce, quanti giorni occorre per vendere lo stock di un prodotto.

La formula per calcolare l’indice di giacenza media è:

Giacenza media in magazzino = 365 / Indice di rotazione

Nel nostro caso, il valore sarebbe pari a 73, significando che in un anno il prodotto rimane sugli scaffali per 73 giorni.

Se vuoi saperne di più su come interpretare correttamente l’indice di rotazione e su cosa puoi fare per migliorarlo, ti consiglio di contattarmi qua.

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